I paesaggi terrazzati: un patrimonio straordinario delle montagne italiane

Scalinate immaginifiche che squadrano i ripidi versanti delle montagne umanizzate, sembrano voler rallentare il decadimento delle cime verso valle, paramassi del tempo: i terrazzamenti nascono invece per rendere praticabile all'uomo e alla sua agricoltura il verticale.
Il paesaggio terrazzato alpino è stato, fino alla seconda metà del secolo scorso, solo una porzione di un paesaggio “altro”, confuso all'interno di un più generico paesaggio agrario quando ancora coltivato, di quello boschivo quando abbandonato.
È solo dagli anni Ottanta che il “terrazzamento” prende forma nel panorama della ricerca scientifica, viene finalmente individuato, definito e indagato in modo più compiuto e specifico. Da questi primi interessi, invero ancora sporadici, gli studi sui terrazzamenti alpini e italiani hanno in seguito trovato sempre più sostanza e attualità, contribuendo in maniera decisiva a far riconoscere il valore di questi manufatti di grande interesse storico, culturale e paesaggistico. Al punto che l'UNESCO ha iscritto “L'arte dei muretti a secco” nella lista degli elementi immateriali del Patrimonio dell'umanità, essendo essi concreta testimonianza di “una relazione armoniosa fra l'uomo e la natura”.

Quanto è il paesaggio terrazzato italiano? Da un dato certo siamo ancora lontani. Nel 2016 il progetto MAPTER dell'Università di Padova ha provato a dare una prima, approssimativa risposta. 169.153 ettari di terrazzamenti sono ancora riconoscibili in tutto il territorio nazionale. Probabilmente il massimo sviluppo raggiunto dai terrazzamenti nella seconda metà del ventesimo secolo si aggira tra i 200.000 e i 300.000 ettari: il risultato di una disperata ed eroica colonizzazione dei pendii a fini agricoli, connessa alla crescita demografica delle montagne italiane avvenuta tra la metà del Settecento e l'inizio del Novecento. Tutto questo patrimonio, ereditato dalle generazioni passate, è ad oggi per lo più abbandonato e confluito negli impressionanti 5 milioni di ettari di giovane bosco sviluppatosi nella nostra penisola tra il 1960 e il 2010.
Più certi sono tuttavia i dati quantitativi sul paesaggio terrazzato trentino: 10.440 ettari di territorio terrazzato pari all'1,7% dell'intera superficie provinciale. Di questi, 5.750 ettari (55%) risultano essere ancora utilizzati e 4.690 ettari (45%) abbandonati. Queste esili aree terrazzate, in bilico sulla verticalità, sono sostenute da oltre 4.250 km di strutture di contenimento, per lo più realizzate in muri di pietra a secco.

 

Ma perché è più facile rispondere con chiarezza sulla situazione dei terrazzamenti nella Provincia di Trento?
Già dal novembre 2014 il Forum dell'Osservatorio del Paesaggio Trentino ha posto il suo interesse sul delicato tema delle aree agricole terrazzate, con particolare riferimento alle azioni di monitoraggio e contrasto alla riduzione delle superfici coltivate. Ma è solo nel 2016 che è stata studiata la metodologia per l'individuazione e la classificazione dei paesaggi terrazzati: è l'inizio di un lungo percorso che ci ha portato alla realizzazione dell'Atlante dei paesaggi terrazzati del Trentino. Nel 2016 viene infatti definito un modello predittivo ad applicazione semi-automatica finalizzato all'individuazione e all'analisi dei paesaggi rurali terrazzati, attivi e abbandonati, presenti sul territorio provinciale, nonché delle rispettive strutture di contenimento, mediante elaborazione di dati LiDAR.
L'applicazione sistematica di questo metodo ad una scala di dettaglio comunale, associata a verifiche sul campo e ad una capillare campagna di rilievo fotografico ha portato, in vari passaggi tra il 2017 e il 2020, alla realizzazione dell'Atlante, recentemente completato per tutto il territorio provinciale e pubblicato nel contesto del Rapporto sullo stato del paesaggio.

L'Atlante dei paesaggi terrazzati del Trentino è costituito da approfondimenti a scala comunale, per un totale di 16 distinti volumi, ognuno dei quali dedicato alle diverse Comunità di Valle della provincia di Trento. Per ognuno dei 146 comuni trentini in cui si è rilevata la presenza di terrazzamenti, dei 166 totali della Provincia, l'Atlante propone sette mappe tematiche, corredate da elaborati grafici, tabelle e testi esplicativi. Ai volumi, consultabili nella sezione dedicata del sito dell'Osservatorio del paesaggio trentino e disponibili in versione cartacea, si accompagna un archivio fotografico composto da circa 5.000 scatti georeferenziati. Per il 2021 è inoltre prevista la pubblicazione di un volume di sintesi sugli esiti del lavoro di documentazione intrapreso.

Tutta questa enorme azione di studio e documentazione, unica nel panorama nazionale ed internazionale, ci ha permesso di porre sempre più a fuoco la necessità di guardare a questi segni tangibili del territorio con interesse nuovo. Se da un lato il loro mantenimento e recupero, quali manufatti storici e elementi identitari dell'agricoltura alpina, è un problema attuale e contingente, dall'altro nuove visioni di un'agricoltura più sostenibile, che faccia dei terrazzamenti degli utili strumenti contemporanei, sono sempre più diffuse.
Prima bisogna dare un nome alle cose, poi dare loro una dimensione e se possibile un confine; solo in seguito possiamo cominciare a capirle, o provare a capirle meglio per poterci relazionare con esse. È un processo di definizione; senza questo sforzo, immaginare un futuro per i paesaggi terrazzati sarebbe molto più difficile. E quest'ultima è la vera sfida che abbiamo di fronte oggi, una sfida a cui ci accingiamo con armi nuove, migliori, più efficaci.

di Alberto Cosner, archeologo e presidente di Testo - Cooperativa di Ricerca Territorio Storia e Società

Immagini:
Paesaggi terrazzati. @ARCHIVIO Osservatorio del paesaggio trentino (Foto di copertina)
Paesaggi terrazzati. @ARCHIVIO tsm-step Convegno Paesaggi Terrazzati - 2016 (le altre due)