Enciclopedia della vita e barometro della biodiversità. Le Alpi e il loro patrimonio genetico

I dati che ci vengono forniti dagli studi più recenti sulla biodversità sono estremamente preoccupanti, con specie d'alta quota a elevatissimo rischio estinzione, prima di tutto per la progressiva scomparsa delle condizioni ambientali cui sono adattate.

Il fattore umano gioca un ruolo di primo piano sullo stato attuale della biosfera ed è bene sottolineare, come fa giustamente il rapporto Lo stato della biodiversità in Italia quanto «decisioni politiche che modificassero il modello socio-economico nella direzione della sostenibilità potrebbero d'altro canto avere effetti decisivi» nell'arrestare tale perdita esponenziale.

«Il notevole gradiente altitudinale (da -4258 m nel punto più profondo del Mar Ionio ai 4810 m s.l.m. sulla cima del Monte Bianco, la vetta più alta d'Europa) e la complessità geologica e orografica dell'Italia» - vi si legge – «determinano una grande diversità di climi e ambienti naturali. L'Italia è un hot spot di biodiversità soprattutto per la presenza di migliaia di specie endemiche di piante vascolari, che rischiano di scomparire per l'elevato tasso di conversione degli habitat naturali».

La creazione del progetto documentale Encyclopedia of Life rappresenta, in tale contesto, il tentativo più obiettivo e compiuto di registrazione, catalogazione e studio della biodiversità globale. Coordinato congiuntamente dalle più importanti istituzioni scientifiche mondiali e auspicabilmente potenziato dai risultati raccolti dall'iniziativa The barometer of life, EOL è una esplorazione che riserva particolare attenzione all'individuazione delle specie minacciate.

Il Barometro della vita – che a sua volta dovrebbe essere costruito sulla logica delle piattaforme regionali delle Liste Rosse dell'IUCN – costituirebbe poi il tentativo più obiettivo e compiuto di registrazione, catalogazione e studio della biodiversità globale.

A livello nazionale infatti, prosegue il recente rapporto «non esiste ancora una valutazione complessiva dell'effetto delle pressioni antropiche e delle azioni di conservazione sullo stato complessivo della biodiversità».

Tuttavia «se la biosfera, cioè l'insieme degli organismi viventi, deve essere mantenuta in una condizione tale da poter sopportare ed adattarsi in maniera sostenibile ai cambiamenti, allora i politici, gli amministratori, gli scienziati, ed anche il più largo pubblico dovranno urgentemente estendere alla biosfera l'attenzione che hanno cominciato a dedicare all'ambiente fisico».

Incrementare la consapevolezza e la comprensione della vita naturale è lo scopo di EOL: un database scientifico online di tutte le specie viventi esistenti supportato dalle seguenti istituzioni:

  • Atlas of Living Australia;
  • La Comisión Nacional para el Conocimiento y Uso de la Biodiversidad (CONABIO);
  • Harvard University;
  • Marine Biological Laboratory;
  • New Library of Alexandria;
  • Smithsonian Institution's National Museum of Natural History.

Una iniziativa formidabile, che collabora con quattro diversi progetti bioinformatici globali:

Il Barometro della vita dovrebbe integrare EOL coinvolgendo tassonomi, biogeografi, ecologi, ambientalisti e naturalisti dilettanti al fine di elaborare la raccolta dei dati relativi allo stato di conservazione della biosfera. Fornire adeguate valutazioni sul rischio di estinzione non solo dei vertebrati superiori ma anche della maggior parte delle piante, degli invertebrati e vertebrati inferiori e dei funghi è l'obiettivo del progetto. Un barometro accurato, si conclude l'articolo pubblicato su Science nel 2010 e allegato al rapporto «realizzabile ampliando la base tassonomica della Lista Rossa in modo da renderla molto più rappresentativa della diversità globale della vita». 

Vesna Roccon