La conoscenza locale come forza attiva per la tutela e la valorizzazione dei territori montani

Le iniziative che valorizzano il patrimonio culturale, sociale e artistico delle montagne italiane, in estate sono davvero numerose. Festival cinematografici e letterari, mostre e visite guidate nei luoghi di maggior interesse, eventi dedicati ai prodotti agroalimentari o all'approfondimento delle tematiche di maggiore attualità punteggiano tutto il territorio montuoso della nazione, arricchendolo e vivacizzandolo piacevolmente.

Il palcoscenico naturale di queste manifestazioni è il paesaggio, un indiscusso protagonista non solo per la sua qualità estetica ma anche, evidentemente, per la sua intima connessione alla vita degli abitanti , orgogliosi così di poterlo esibire ad ospiti e visitatori in transito. Un paesaggio riconosciuto dunque dalle comunità locali come bene primario, patrimonio collettivo da difendere e trasformare nel cuore progettuale di una coesione sociale positiva, nella matura consapevolezza del suo essere segno e testimonianza della stessa cultura dei luoghi.

Non si potrebbe guardare alle molteplici proposte presenti nelle dorsali alpine e appenniniche in modo diverso: che si tratti del festival sardo Sette Sere, Sette Piazze, Sette Libri o di quello toscano Lettera appenninica, che si parli del calabrese Giardini delle Esperidi o del veneto Film Festival della Lessinia il discorso non cambia: per gli organizzatori di questi eventi il concetto di paesaggio supera l'idea di bellezza naturale per innestarsi nella più ampia visione di uno spazio sociale condiviso, luogo nel quale si sviluppano storicamente, stratificandosi, la creatività e le qualità più profonde di chi vi risiede. Paesi, comunità e natura diventano così un tutt'uno inscindibile, sottolineando il legame profondo che lega le popolazioni residenti agli habitat nei quali vivono la loro vita di ogni giorno.

L'impatto di questo patrimonio diffuso, perciò, non è solo di tipo economico ma anche sociale ed ambientale. La cultura ha, in tal senso, un ruolo fondamentale nel processo di arricchimento di un paese: il suo essere in grado di svolgere una funzione protettiva la rende un capitale da salvaguardare e al tempo stesso da investire; “uno dei più potenti asset di cui un luogo possa vantarsi”. La cultura è inoltre uno strumento educativo importante, capace di far luce sugli aspetti più nascosti della relazione tra essere umano e ambiente; una sfera d'azione straordinaria, carica di una molteplicità di compiti essenziali per dare pienamente senso al nostro abitare.

Le cosiddette Cultural Routes, ad esempio, sono progetti di valorizzazione paesaggistica che garantiscono ai cittadini il mantenimento vivo della relazione e del dialogo con i propri luoghi di appartenenza. Strade che si trasformano in codici genetici riproduttori di conoscenza, da alimentare attraverso la tutela del paesaggio, un bene comune irrinunciabile, contesto e contenitore attivo dei percorsi storico-culturali offerti ai turisti.

I beni culturali ambientali - in questo quadro – sono ancora fattori determinanti per scongiurare minacciosi fenomeni di abbandono e spopolamento delle terre alte. Una categoria in grado di ricomporre la dicotomia fra urbanistica e paesaggio raccordando entrambi al patrimonio archeologico, storico e artistico della nazione.

Un elemento unificante quello culturale, riconosciuto dalla Costituzione che lo sancisce espressamente all'Articolo 9:

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione».

Queste parole - unite a quelle sulla salute dell'Articolo 32 - esprimono non solo la coscienza cristallina dell'esigenza di un ambiente sano, necessario alla collettività per vivere e svilupparsi felicemente, ma ancor prima sottolineano il legame cardinale che intercorre tra una consolidata pratica pubblica della cultura e la nostra salvaguardia sociale, economica ed ecologica.

La tutela ambientale è un valore primario e assoluto, connesso al benessere dei cittadini. I protagonisti di Montagne in rete sono spesso piccole realtà locali, ma è proprioi dai microcosmi circoscritti che nasce spesso l'acuta consapevolezza dell'importanza del paesaggio. L'azione civica promossa da questi minuti percorsi di partecipazione collettiva è essenziale alla difesa del territorio perché - come ribadito anche dall'illustre archeologo e storico dell'arte Salvatore Settis - «la conoscenza locale elaborata attraverso la diretta esperienza dei luoghi, attraverso la continua interazione con l'ambiente e col suo modificarsi, è una forza vitale nella conservazione degli ecosistemi e dei paesaggi».

L'impegno dei cittadini e la solidarietà dimostrata verso la propria comunità di vita, alpina o appenninica che sia, è un ottimo segnale per le nostre montagne. Una promessa di radicamento con lo sguardo rivolto al futuro.