Piccolo Festival di Antropologia della Montagna

Siamo sull'Appennino, a Berceto, paese medievale di circa 2.000 persone nella Provincia di Parma, a 857 metri sul livello del mare.
Qui, dal 2016, prende anima il Piccolo Festival di Antropologia della Montagna (PFAM): un intreccio di conferenze, passeggiate, dibattiti, spettacoli, mostre e concerti.

Il Festival ha ospitato in questi anni nomi di prestigio dell'antropologia italiana e studiosi di varie estrazioni, fotografi e artisti, musicisti e abitanti della montagna. Il suo obiettivo è - leggiamo sul sito - "creare un momento di incontro tra persone sinceramente interessate all'argomento “montagna” per trovare soluzioni di sviluppo attraverso lo studio del passato e del presente".

Le parole chiave del Festival sono queste: studio e incontro. Il Piccolo Festival di Antropologia della Montagna vuole essere infatti, prima di tutto uno spazio di relazioni e di riflessioni in cui si danza attorno al grande fuoco della "cultura" che, da un lato, si avvale della scientificità accademica, dello studio rigoroso, della professionalità del ricercatore e, dall'altro lato, spalanca occhi di consapevolezza a chi la montagna la abita (per necessità o per volontà) o la desidera come spazio futuro di vita. E si sa, dagli incontri e dalle relazioni possono maturare amicizie e anche amore: "attraverso questo festival - leggiamo ancora nella homapage -vogliamo dare la possibilità di innamorarsi dell'Appennino e di tutto ciò che contiene: in primis le persone».

Il paese di Barceto sorge lungo la via Francigena e la presenza di monumenti architettonici e siti archeologici, unita alla vitalità locale, lo portano a definirsi Perla dell'Appennino. I turisti, dunque, non mancano: ma non è questo il pubblico del Festival. Luci e microfoni si accendono a Berceto nella calma dell'autunno "perché è questa la stagione di chi rimane, oltre alla stagione turistica. È la stagione di chi in Appennino ci vive e vuole che sia apprezzato anche in questa veste".

Maria Molinari - tra gli ideatori e curatori del Festival, nel suo articolo Feste, ma non solo, d'Appennino, pubblicato nel volume Aree interne e comunità. Cronache dal cuore dell'Italia, Pacini Editore 2022 - descrive la nascita del festival, come evoluzione di esperienze precedenti che avevano innescato relazioni e interrogativi nella testa degli "storici abitanti locali, nuovi abitanti e frequentatori di passaggio", con l'idea di inserire nuove energie e dinamiche per cambiare "le dimensioni della festa, offrendo una rassegna di eventi non solo artistici ma assembleari capaci di interrogarsi sul mutamento che stava subendo in quegli anni la montagna italiana" (citazioni a pp. 32-33).

I temi trattati nelle 7 edizioni svolte fino ad oggi (l'ultima si è conclusa il 29 ottobre 2023) toccano aspetti chiave del vivere e dell'abitare la montagna:

  • 2016 - il bosco e il paese
  • 2017 - andirivieni e memorie migratorie
  • 2018 - abitare l'Appennino oggi
  • 2019 - acqua
  • 2021 - legge e potere
  • 2022 - gastronomia e turismo
  • 2023 - transitare

Aspetti, questi, che intercettano e raccontano "i nuovi fenomeni che vedono protagonisti gli Appennini e le Alpi". Presentare tali questioni e scandagliarle in profondità consente di attivare energie per osservare la realtà della montagna e per costruire e ripensare una montagna che vuole essere, si scrive, "del buon vivere, del rallentare, della valorizzazione delle risorse naturali, della bellezza e dell'esperienza di territorio e di comunità".


Per conoscere a fondo il Festival: pfam-antropologiamontagna.com


Contatti: pfam-antropologiamontagna.com/contact