#WorldWaterDay

Alle incertezze sulle conseguenze del cambiamento climatico a livello locale, il cosiddetto downscaling, andrebbero dunque contrapposte strategie regionali intersettoriali, capaci di resistere ad eventi inattesi, improvvisi o irregolari quanto mai probabili.

Di fatto le risorse idriche «costituiscono una questione intrinsecamente multi-disciplinare, che investe tutti i settori economici»:

  • consumi domestici;
  • irrigazione agricola;
  • turismo;
  • produzione di energia idroelettrica;
  • silvicoltura.

Intere aree di sviluppo estremamente vulnerabili alla carenza d'acqua, che vanno protette attraverso una Gestione Integrata delle Risorse disponibili.

La montagna, in tal senso, è particolarmente sensibile ai cambiamenti: sia a quelli in corso sul ciclo idrogeologico sia a quelli che stanno modificando le temperature del pianeta. In quest'ultimo caso è attestato un aumento, nelle Alpi, pari a oltre il doppio della media mondiale.

Queste montagne, ricordiamolo, sono chiamate il “serbatoio idrico d'Europa” e meriterebbero solo per questo un'attenzione particolare, soprattutto in un momento storico, dal punto di vista geopolitico, così delicato.

Precipitazioni, copertura nevosa, ghiacciai, permafrost, manto boschivo: tutti elementi indispensabili alla fornitura di servizi ecosistemici e al benessere di ampie zone di pianura. Tutti ingredienti però connaturati al composto chimico attualmente più prezioso sulla faccia della terra: l'H20, fonte di vita ma anche di guerre, quando inizia come oggi a scarseggiare. 

Acqua da non sprecare, quindi. Da riutilizzare e depurare. Con un mandato chiaro, supportato da un quadro giuridico solido e interventi attivi di riferimento, quali, ad esempio: 

  • il miglioramento delle tecniche di irrigazione;
  • la creazione di nuovi bacini idrici e di raccolta dell'acqua piovana;
  • il reimpiego delle acque reflue;
  • l'avvio di campagne di sensibilizzazione e informazione, che aumentino una consapevolezza diffusa e il consolidamento di strategie di pianificazione coordinate di lungo periodo.

Una governance a più livelli che instauri rapporti di solidarietà tra le aree montane e quelle di pianura. Essenziale per muoversi nella direzione di uno dei punti dell'Agenda 2030: «garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell'acque e delle strutture igienico-sanitarie».

L'Agenda è un programma delle Nazioni Unite «per le persone, il pianeta e la prosperità», sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell'ONU.

Il 22 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua, istituita nel 1992 nell'ambito della Conferenza di Rio su ambiente e sviluppo delle Nazioni Unite.

Il tema proposto per il 2017 è waste water che, in senso ampio, indica «tutte quelle acque la cui qualità è stata pregiudicata dall'azione antropica dopo il loro utilizzo in attività domestiche, industriale ed agricole». Acque contaminate da diverse tipologie di sostanze organiche o inorganiche pericolose, influendo negativamente sull'intero ecosistema.

Al centro dell'iniziativa di quest'anno ci sono "responsabilità" e "sostenibilità": due concetti indissolubilmente legati alle scelte che saremo in grado di compiere nei prossimi anni, cruciali per il futuro delle nuove generazioni.

È infatti molto probabile che sotto la spinta della crescita demografica – le stime più attendibili parlano di 10 miliardi di persone nella seconda metà di questo secolo – e del cambiamento climatico, le risorse idriche pro capite (che negli ultimi cinquant'anni si sono dimezzate passando da 16.800 m3 a 8470 m3) diminuiranno fino a raggiungere la soglia, nel 2025, di 4800 m3.

Infrastrutture mediocri, cattiva amministrazione, carenza e scarsità qualitativa impatteranno fortemente sulla sicurezza alimentare di ampi strati di popolazione nei paesi più poveri, aggravando fame, malnutrizione ed esodi dalle proporzioni bibliche.

Perché ciò non avvenga è necessario uno sforzo comune deciso e immediato di monitoraggio, riqualificazione, riciclo dell'acqua accessibile per l'uso umano, che è solo l'1% di quella che copre il 71% della superficie terrestre.

Per maggiori informazioni, vai su www.worldwaterday.org.

Per consultare tutti gli eventi in programma, in Italia e all'estero, visita www.worldwaterday.org/events-map.