Disabilità e sci: un binomio vincente

«Mi occupo di sport e disabilità dal lontano 1985. Nel corso degli anni sono diventato formatore e ho seguito molteplici corsi di specializzazione per maestri di sci». Alberto Benchimol, tra i fondatori di Sportfund, attualmente Direttore esecutivo della Fondazione, racconta il suo percorso formativo durato quasi 40 anni. Un percorso particolare, che parte negli anni ‘80 con la partecipazione ai primi convegni sullo sport e la disabilità cui porta il suo contributo con le opportunità offerte dagli sport invernali, in particolare lo sci alpino e il fondo.

Nel 1988 partecipa alle Paralimpiadi Invernali di Innsbruck guidando l'atleta ipovedente Bruno Oberhammer, con cui vince le prime medaglie d'oro italiane in slalom gigante e in discesa libera, titoli grazie ai quali ai due viene conferita l'Onorificenza al Merito della Repubblica Italiana e il riconoscimento del Coni per aver “onorato e reso grande lo sport italiano”. In seguito Alberto Benchimol assume la guida della nazionale di sci alpino disabili e riveste il ruolo di formatore del Comitato italiano paralimpico nei corsi guide per sciatori non vedenti e maestri di sci specializzati nell'insegnamento a disabili per i Collegi del Veneto, del Trentino e della Val d'Aosta.

La Sportfund Fondazione per lo sport Onlus nasce nel 2016, dalla consapevolezza che lo sport è il più straordinario strumento di integrazione: un sistema sociale completo che protegge il valore assoluto della vita. I progetti della Fondazione sono rivolti a persone con disabilità di tutte le età, giovani a rischio di devianza e in situazione di difficoltà familiare e bambini con particolari patologie che necessitano di specifica assistenza.

 

Tra le tante patologie, Sportfund si occupa anche di sport e autismo, settore in cui Alberto Benchimol è fortemente impegnato: «il binomio sport e autismo produce effetti positivi enormi, grazie all'impegno dei professionisti si sta scoprendo un mondo veramente interessante e per certi versi inaspettato, sicuramente promettente. Mancano ancora riscontri numerici, su cui stiamo attualmente lavorando, ma i numerosi ritorni di genitori e tecnici stessi, che osservano in poco tempo miglioramenti importanti nelle persone con autismo impegnate nello sport, ci fanno capire di essere sulla strada giusta. Oggi fortunatamente lo sport è un filone che viene inserito nelle attività dei bambini con autismo».

Nel 2015 la Fondazione Accademia della Montagna di Trento chiede a Sportfund di realizzare un corso di formazione sull'autismo per i Maestri di sci del Trentino. «L'idea mi piacque da subito, tanto che l'iniziativa è continuata negli anni fino ad oggi, ad eccezione della sospensione dovuta al Covid».

Grazie alla lunga esperienza di sport e disabilità Benchimol ha maturato l'idea che mancasse completamente la formazione sull'autismo, nonostante ci fosse una richiesta emergente. «In montagna cominciavano ad arrivare famiglie con bambini con autismo che volevano provare a fare sport – spiega -, e non sempre si riusciva a dare loro una risposta. C'era questa carenza nella formazione per l'autismo che aveva bisogno di essere riempita».

 La Fondazione Sportfund registra che la domanda di sport per giovani disabili negli ultimi anni è aumentata in maniera esponenziale, non solo nel settore autismo e sci, ma in generale. E questo accade per effetto di una crescita generale legata alla disabilità che si approccia allo sport. «Lo sport oggi comincia sempre di più ad essere disponibile per le persone con disabilità che si riprendono i loro spazi. Il disabile in passato è stato relegato in una condizione di assistenzialismo dallo Stato, ovviamente a fin di bene, per tutela. Ma nel momento in cui si sono ridotte le risorse per sostenere il sistema di accompagnamento pubblico, si sono liberate le energie di singoli e associazioni, che hanno potuto cambiare approccio, ad esempio, nei confronti della frequentazione sportiva. Oggi assistiamo alla progressiva crescita di una domanda di sport e disabilità, nella quale prende il suo spazio anche quella degli sport della montagna, cui Sportfund cerca di dare una risposta».

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A cura di Maurizio Dematteis