700 nuovi alberi per ricordare la Tempesta Vaia

Il 28 ottobre 2018 la tempesta Vaia colpiva ampie zone del Trentino e del Triveneto provocando ingenti danni o la completa distruzione di quasi 42.525 ettari di foresta (il 3% della superficie forestale del territorio), con circa 8.5 milioni di m3 di legname a terra.


A due anni di distanza da questo catastrofico evento, domenica 25 ottobre 2020, si è svolta una manifestazione aperta al pubblico in cui sono state messe a dimora 727 piantine di larice, una per ogni giorno trascorso dalla notte che sconvolse le Dolomiti e i territori circostanti. Un'iniziativa simbolica tenutasi a Sode, una località del Comune di Baselga di Piné (Trento) e resa possibile grazie alla caparbietà di Federico Stefani, di Pergine Valsugana, Paolo Milan e Giuseppe Addamo, i tre giovani fondatori della start-up “Vaia” (sono tutti under 30) che proprio dal 2018 sono impegnati in progetti di piantumazione e riutilizzo del legname danneggiato.


Ad oggi, grazie a loro, sono oltre 3.000 gli alberi collocati in Trentino, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto mentre sono già 6.000 i pezzi venduti dei “Vaia Cube”, ossia gli amplificatori naturali in legno diventati il prodotto simbolo della giovane azienda.
I “Vaia Cube” sono realizzati con un legno certificato PEFC e FSC caduto durante la tempesta, segno di una filiera trasparente, affidabile e attenta al riuso dei materiali. Uno dei diversi legni utilizzati, per esempio, è quello dell'abete rosso di risonanza della Val di Fassa, da sempre utilizzato per costruire i violini e altri strumenti grazie alla sua particolare struttura che permette di amplificare il suono mantenendone inalterata la qualità.


Federico, Paolo e Giuseppe, recentemente inseriti nella prestigiosa classifica dei "100 giovani leader del futuro" stilata da Forbes Italia per il 2020, intendono proseguire nel loro impegno a favore del territorio con l'obiettivo di supportare la rinascita dei luoghi più colpiti e l'utilizzo del legname degli alberi abbattuti, soprattutto di quello che difficilmente può essere utilizzato per grandi strutture.

 
In copertina: Predazzo-valle del Travignolo - Archivio tsm|step. Foto di Bruno Zanon