Dolomiti UNESCO. Presentato lo studio sulla capacità di carico

Il limite della capacità di carico su zone particolarmente affollate durante le stagioni turistiche è il tema centrale su cui si impernia lo studio della Fondazione Dolomiti UNESCO e del Dipartimento di Economia dell'Università Ca' Foscari di Venezia, recentemente presentato dal professor Jan Van der Borg, responsabile del team di ricerca internazionale insieme al presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO Mario Tonina e all'assessora della Provincia aut. di Bolzano – Alto Adige Maria Hochgruber Kuenzer nell'ambito di una conferenza stampa moderata da Marcella Morandini, direttore della Fondazione.

Prendendo in esame alcune aree pilota nel territorio delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO come quelle del lago di Braies e delle Tre Cime di Lavaredo, che fungono da hotspot ossia punti di particolare attrazione per i visitatori che portano ad un eccessivo carico, l'obiettivo dello studio è promuovere una gestione più sostenibile dei flussi di visitatori nel rispetto dell'ambiente, nonché della sostenibilità economica e sociale.
Avvalendosi dei dati riferiti alle aree pilota del 2018 e i big data (dati delle celle telefoniche raccolti in forma anonima e aggregata insieme ai dati dei social network) provenienti da Vodafone Analytics, TripAdvisor, ISTAT e Banca d'Italia, nonché di interviste, gli esperti hanno valutato gli impatti dei flussi annuali di visitatori nelle due aree e la rispettiva capacità di carico (ambientale, sociale ed economica) e suggerito misure d'intervento.
Jan Van der Borg ha illustrato gli esiti dello studio da cui emergono alcuni suggerimenti in riferimento alla capacità di carico degli hotspot, evidenziando che la quantità spesso è in contrasto con la qualità. Per quanto riguarda la zona del Lago di Braies, il numero di visitatori (giugno-settembre 2018) è di molto superiore alla capacità di carico del sito, con giornate di picco di oltre 17.400 persone al giorno e una densità fino a 188 persone per ettaro. Per quanto riguarda le Tre Cime di Lavaredo, invece, i dati raccolti parlano di picchi superiori alle 13.400 persone al giorno. Un campanello d'allarme consiste nel fatto che la valutazione della qualità dell'esperienza di visita sia in calo, soprattutto nelle giornate di sovraffollamento.

 

Se l'area del Lago di Braies viene considerata come parco naturale, il limite consigliato dall'Organizzazione Mondiale del Turismo è di 1.500-2.500 persone al giorno e di 4.500–6.000 persone al giorno se considerata come area escursionistica. Per quanto concerne il carico sociale, relativo alla percezione delle persone che visitano l'attrazione, la qualità della visita da parte di turisti ed escursionisti rimane a livello medio se si pone un limite di 9.000 persone al giorno.
Per l'area delle Tre Cime di Lavaredo se il sito viene considerato come parco naturale il limite consigliato per il carico naturale è di 2.700–3.000 persone al giorno e di 7.000–7.500 persone al giorno se considerato come area escursionistica e in riferimento al carico sociale, la qualità della visita da parte di turisti ed escursionisti rimane a livello medio se si pone un limite di 4.000 persone al giorno.
Dallo studio emergono alcune indicazioni gestionali, e le azioni immediate concernono la regolamentazione dell'accesso. Per il Lago di Braies il processo di regolamentazione è già in corso per mezzo dell'accesso con navette e prenotazione obbligatoria. Per l'area delle Tre Cime di Lavaredo, invece, viene caldamente consigliato di agire per ridurre drasticamente il traffico e, quindi l'accesso di automobili a Misurina, e favorire il raggiungimento dell'area con mezzi pubblici. Inoltre, il suggerimento formulato è quello di personalizzare l'esperienza di visita e la modalità di accesso per diverse tipologie di turisti. In particolare, sarebbe opportuno incentivare gli accessi a piedi o in bici, e penalizzare l'utilizzo dei mezzi a motore privati.
Come azioni di governance viene proposta l'istituzione di un osservatorio per il costante monitoraggio dei flussi di visitatori e dei vari livelli di sostenibilità, nonché la promozione di una più efficace collaborazione a livello territoriale e la costituzione di una cabina di regia per una migliore governance interregionale e l'attuazione di una visione strategica condivisa.


“La Fondazione Dolomiti UNESCO ha compiuto il primo passo, ora spetta agli amministratori delle rispettive aree agire e compiere le scelte politiche”, ha affermato il presidente della Fondazione, Mario Tonina, assessore e vicepresidente della Provincia di Trento. “Abbiamo la responsabilità di mantenere l'ecosistema e anche la possibilità di trovarvi ristoro, ma non dobbiamo dimenticare gli abitanti che sono coloro che mantengono i paesaggi di queste aree e che in queste aree devono mantenere la propria identità”, ha fatto presente l'assessora allo sviluppo del territorio e paesaggio, e membro del Consiglio d'Amministrazione della Fondazione, Maria Hochgruber Kuenzer.


La foto di copertina è di Moreno Geremetta tratta dal comunicato stampa della Fondazione Dolomiti UNESCO
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