«Il paesaggio non è rinnovabile». La posizione di CIPRA sul valore dei paesaggi alpini

Il paesaggio odierno delle Alpi è il risultato di una stretta interazione tra le attività umane e le dinamiche naturali. Quello che chiamiamo paesaggio è il risultato di una varietà di interrelazioni tra fattori ecologici, sociali e culturali. La CIPRA concepisce il paesaggio non solo in senso geografico, ma anche come una percezione sociale e culturale, personale e comunitaria del territorio. Il paesaggio, secondo quanto stabilito dalla Convenzione europea, è inteso come il risultato dell'azione e della percezione sociale, in rapporto di interazione reciproca con coloro che agiscono e lo percepiscono.

Nella sua struttura il documento rappresenta il mosaico dei paesaggi alpini ed evidenzia la necessità di conservare e connettere i suoi elementi. Katharina Conradin, Presidente della CIPRA International, ricorda infatti che il paesaggio esprime “la necessità di conservare ma anche di connettere gli elementi di un grande mosaico”.

Il documento è diviso in due sezioni: «il paesaggio come Commons» e «negoziare il paesaggio». Seguono cinque elementi di paesaggio che caratterizzano le Alpi: il paesaggio ad uso agricolo, i paesaggi dell'energia, i paesaggi del tempo libero, i paesaggi in disuso, i paesaggi urbani e periurbani.

 

Per informazioni:

Katharina Conradin, presidente della CIPRA International, katharina.conradin@cipra.org
Michael Gams, responsabile di progetto per la comunicazione, CIPRA International, michael.gams@cipra.org