Manifesto di Camaldoli per una nuova centralità della montagna

Dal Convegno “La nuova centralità della montagna” è emerso un documento di sintesi, un manifesto, che raccoglie le proposte per una nuova centralità e una nuova civilizzazione delle terre alte: un'agenda politica “dal basso” per la montagna italiana nel contesto europeo.

Il Manifesto è frutto del lavoro di circa 120 persone fra studiosi e protagonisti della vita nelle terre alte, chiamate a discutere e proporre soluzioni e strategie condivise per una nuova centralità della montagna verso cui è iniziato una sorta di “controesodo” dalle zone di crisi dell'Italia in trasformazione, alla ricerca di nuovi stili di vita, di produzione e di consumo. Una ricerca che pone l'attenzione sul valore e sulle potenzialità dei territori montani, come spazio di vita peculiare e unico per chi ci abita (o ci potrebbe abitare) e per chi ci lavora (o ci potrebbe lavorare) e come patrimonio territoriale (ambientale, paesaggistico, storico-culturale, insediativo, di saperi locali, di risorse utili, di forme comunitarie di autogoverno) di cui siamo tutti beneficiari e responsabili.

 

Il Manifesto si articola attorno a cinque macroobiettivi:

  • Affermare la visione delle montagne italiane come peculiare patrimonio di valori, risorse e saperi per il futuro del paese
  • Sostenere quanti (“restanti”, “ritornanti”, “nuovi abitanti”) restituiscono centralità alla montagna come luogo di vita e di produzione
  • Fondare la centralità della montagna sullo sviluppo locale integrato, autosostenibile, agroecologico, bioregionale, inclusivo, comunitario
  • Rendere concreta questa prospettiva di sviluppo con un progetto nazionale di neopopolamento della montagna che crei diritti, convenienze e statuti di donne e uomini liberi
  • Promuovere nuove forme di autogoverno comunitario, ispirate alla autonomia storica della montagna, capaci di contrastare la dipendenza e di promuovere una nuova civilizzazione che scende verso le pianure, le coste, il Mediterraneo, l'Europa

Il Manifesto è stato promosso dalla Società dei Territorialisti/e (www.societadeiterritorialisti.it).

 

Anche tu puoi sottoscrivere il Manifesto!