Scambi anomali e mercati nidificati: dare, ricevere, contraccambiare

Come irrobustire o risollevare territori toccati da diverse forme di depauperamento?

Come riscoprire, a livello endogeno, le risorse capaci di diventare il perno di un cambiamento positivo, non solo per le comunità locali ma anche per tutto il resto della popolazione?

A queste domande cerca di rispondere dal 2006 la Comunità di pratiche 'aree fragili', un comitato scientifico e divulgativo che attraverso una serie di convegni a cadenza annuale si interroga sui temi della fragilità ambientale e sociale delle aree rurali italiane. Zone fragili, appunto, caratterizzate solitamente da una bassa densità abitativa, problemi di isolamento, abbandono e scarsa partecipazione alla vita culturale. Territori che però si distinguono in positivo grazie a migliori condizioni ambientali ed ecosistemiche e che, proprio per tale motivo, rischiano di diventare oggetto di progetti di "valorizzazione" calati dall'alto e a volte poco sostenibili.

Numerosissimi i temi trattati nel corso di questi anni: dall'economia all'utilizzo dell'energia locale, dalla mobilità ai tempi di vita della popolazione, dalla presenza dei migranti alla sicurezza idrica passando per i processi inclusivi di alfabetizzazione e apprendimento.

Un caleidoscopio complesso e articolato di argomenti, affrontati insieme da una comunità aperta, formata da ricercatori, attivisti, amministratori, cooperatori allo sviluppo e policy maker.

La questione che ha fatto da guida alla preparazione del convegno 2018 è quella relativa ai termini e alle modalità dello scambio visto nella sua dimensione socio-spaziale. Partendo da qui, ci si è chiesti se e in quale misura i nested markets sono presenti nelle aree fragili del nostro Paese. Questo perché una loro mancanza potrebbe impoverire ulteriormente tali territori, facendoli dipendere interamente da anonimi circuiti globali di merci e servizi di scarsa qualità.

Al contrario, la presenza nelle aree fragili di mercati nidificati reticolari produce dignità, senso ed equilibrio sociale ed economico, sia a livello individuale che collettivo e territoriale

Non è certo un caso che la scelta del tema per il 2018 nasca da un evento specifico: l'incendio del ghetto di Rignano divampato la notte fra il 2 e il 3 marzo 2017.

Un incendio che costò la vita a due migranti africani impiegati nella raccolta di prodotti agricoli nelle campagne della zona. Un'area fragile della Puglia quella di Rignano Garganico, con un'agricoltura apparentemente forte ma basata su rapporti di sfruttamento bestiali.

Il pomodoro etico e la creazione di mercati nidificati lungo tutta la filiera agroalimentare locale sono un modo per reagire a tutto questo, coniugando virtuosamente - come fa Funky Tomato, la performance diffusa di filiera partecipata, trasparente e multipolare - luoghi e relazioni, economia e società, biodiveristà e nuovi modelli di produzione.