Uncem: la riduzione dei parlamentari riduce la rappresentanza dei territori montani

Il taglio dei Parlamentari, da 915 a 600 tra Senatori e Deputati, avrebbe gravi effetti sulla rappresentanza dei territori rurali e montani del Paese. La riduzione degli eletti e l'attuale struttura dei collegi elettorali (uninominali e plurinominali) garantisce infatti le città, che in base ai numeri di abitanti continueranno ad avere un buon numero dei rappresentanti eletti nelle Camere, mentre penalizza fortemente le aree a bassa densità demografica con enormi collegi uninominali e plurinominali. 

Il decreto legislativo 177 del 2020 ha ridefinito i collegi elettorali di Camera e Senato. Ne emergono carte dell'Italia "colorate" che lasciano l'UNCEM (l'Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani)  fortemente perplessa. Il Presidente nazionale Marco Bussone denuncia che “nelle leggi elettorali con collegi o circoscrizioni, più queste sono grandi, meno le aree montane e rurali hanno capacità di incidere nelle scelte ed eleggere persone che provengono da quei territori”. Nella suddivisione territoriale, vi sono collegi enormi, con oltre cento Comuni. Una nuova legge elettorale, che UNCEM auspica, deve tenere conto di una omogenea rappresentanza per tutti i territori del Paese, anche quelli a più alta dispersione demografica, dove ci sono meno voti. "È un tema che interessa l'Italia e molti Paesi europei - aggiunge Bussone - così come molte Regioni italiane, che spinge molte aree interne oggi a rievocare lo slogan 'No taxation without representation'. Definire come e cosa è la rappresentatività e come il Paese sta insieme grazie alla democrazia elettiva e all'organizzazione istituzionale, migliore possibile, sono urgenze politiche, istituzionali, filosofiche, culturali, economiche che sfidano tutti, che non hanno colori e che auspichiamo possano vedere i partiti, tutto il Parlamento unito nel trovare soluzioni, oltre qualsiasi ideologica demagogia".