La montagna vale. Dialogo con Giuseppe Dematteis

Giuseppe Dematteis ha insegnato Geografia economica dal 1968 al 1985 presso la Facoltà di Economia dell'Università di Torino e Geografia urbana e regionale dal 1985 al 2009 presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, di cui è ora professore emerito. Ha diretto il Centro Eu-Polis presso il Dipartimento Territorio del Politecnico e dell'Università di Torino. È membro del Comitato direttivo del Consiglio italiano per le Scienze Sociali e socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino. È autore di circa 400 pubblicazioni scientifiche, tra cui, su tematiche urbane, i volumi: Il fenomeno urbano in Italia, 1992; The Italian Urban System towards European Integration, 1999; l'Italia delle città. Rapporto SGI, 2008; Le città del mondo. Una geografia urbana, 2011. Presidente dell'Associazione Dislivelli è tra i promotori del Manifesto di Camaldoli.

 

Dove risiede oggi la qualità della montagna?

Risiede nel suo patrimonio:
- ambientale: in Italia (e in Europa) gli ambienti montani hanno il massimo di biodiversità, di varietà geo-morfologica e climatica,
- storico-culturale: le montagne sono le aree più ricche e conservative di diversità culturale, sia nelle sue forme intangibili: lingue e dialetti, tecniche e saperi legati ai contesti, culti, riti, feste, tradizioni popolari, comunitarismo ecc., sia in quelle materiali: i boschi, i paesaggi rurali e quelli delle vette, i terrazzamenti, i borghi e le architetture rurali, castelli, santuari e altri edifici religiosi, fortificazioni, strade militari ecc.

 

Cosa c'è alla base del recente fenomeno dei montanari per scelta?

Da un lato le opportunità legate alla valorizzazione delle risorse patrimoniali: le produzioni tipiche agro-alimentari, il turismo culturale ed esperienziale, le energie da fonti rinnovabili (sole, acque), il ricupero innovativo di tradizioni artigianali, il ricupero del patrimonio edilizio, la vita comunitaria ecc

Dall'altro il fatto che, pur con molte difficoltà in montagna si può vivere meglio che nelle periferie urbane del disagio (insicurezza, precarietà, disoccupazione, inquinamenti ecc) e nella pianura in genere, che con il cambiamento climatico soffre sempre di più la calura estiva.

 

Com'è possibile incentivare questo fenomeno?

Bisogna ridurre gli ostacoli e le difficoltà che deve superare chi vorrebbe vivere, lavorare e fare impresa in montagna. Quindi rendere accessibili i servizi essenziali (trasporti, scuole, ospedali ecc.), investire nelle infrastrutture digitali, introdurre incentivi fiscali, semplificare gli obblighi normativi e gli iter burocratici, tenendo conto della particolarità dei contesti, rendere possibile il ricupero dei terreni abbandonati e dei boschi, incentivando l'accorpamento fondiario, dotare i comuni e le loro unioni dei mezzi tecnici e finanziari per progettare e realizzare progetti di sviluppo locale.

 

Perché sono importanti i rapporti di questa montagna di qualità con le città?

Anzitutto perché ognuna delle due ha quello che manca all'altra e manca di quello che l'altra ha. In altre parole le qualità ambientali della montagna sono complementari alla dotazione di servizi della città. Questo rende possibile un interscambio reciprocamente vantaggioso, basato non solo sul turismo, ma anche sulle filiere corte del cibo, sull'approvvigionamento idrico ecc. Meglio ancora se questo interscambio non fosse unicamente affidato al mercato, ma si traducesse in accordi con cui la città, in cambio di acqua, energia, stoccaggio del carbonio e dei vantaggi derivanti dai servizi eco sistemici, mettesse a disposizione della montagna le sue competenze tecniche e amministrative per risolvere problemi di comune interesse, come la prevenzione di frane e alluvioni, l'accoglienza e l'integrazione degli immigrati, gli stage per l'educazione all'ambiente dei suoi studenti ecc. Di cose da fare insieme ce ne sarebbero tante.

 

a cura di Maurizio Dematteis

L'intervista al prof. Giuseppe Dematteis è inserita nella seconda Newsletter del 2020 di Montagne in Rete, dedicata alle qualità delle montagne